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Ben presto la vista aerea dell'Ippodromo Snai San Siro di Milano cambierà volto. Il progetto rivoluzionario del 'Teatro del Cavallo' è pronto al via: galoppo, salto siepi, trotto ed equitazione in un unico luogo (Foto Snaitech)
Rilancio dell’ippica e il ‘Teatro del Cavallo’. L’Ad di Snaitech, Fabio Schiavolin, presenta il suo progetto rivoluzionario per l’Ippodromo Snai San Siro
23 Luglio 2022

«Noi crediamo nel rilancio dell’ippica e proprio per questo guardiamo al futuro con un approccio che prima non c’era mai stato. Contiamo di essere coinvolti nelle Olimpiadi, a San Siro ci sarà l’inaugurazione ma siamo pronti a ospitare se non gare almeno eventi, iniziative. Vogliamo che il teatro del cavallo diventi un hotspot di Milano». Così Fabio Schiavolin, amministratore delegato di Snaitech, in un’intervista a La Repubblica presenta un progetto rivoluzionario, quasi visionario, per l’ippodromo di San Siro con la chiara intenzione di «rilanciare, in accordo con il ministero delle Politiche agricole, un mondo che ha enormi potenzialità ma che negli ultimi anni ha perso attrattività sostanzialmente perché l’offerta complessiva di spettacolo, impianti compresi, proposta da questo mondo non è stata al passo con i tempi e, di conseguenza, non ha saputo coinvolgere nuovi appassionati».

L’obiettivo dichiarato è quello di far appassionare sempre più persone al mondo del cavallo «facendo diventare galoppo, trotto e equitazione più popolari, con il significato che ha pop in inglese, ovvero aprendoci alle famiglie, ai giovani, a tutta una fascia di popolazione che magari non è mai entrata a San Siro e non ne conosce la bellezza. Tutto questo senza disperdere il patrimonio storico umano degli appassionati anche perché i nostri sport lo permettono, sono nella natura, offrono spettacolo, sono all’aperto. Per fare questo, però, è necessario trasformare l’impianto ed è quello che vogliamo fare, perché siamo convinti che San Siro abbia tutto per rinascere», prosegue Schiavolin sottolineando poi come «le due edizioni della Jumping Cup ci hanno fatto conoscere a livello internazionale, ci sono stati cavalieri, penso a Fuchs che è il Djokovic dell’equitazione, amazzoni e soprattutto proprietari a testimoniare il valore dei nostri sforzi e a farci capire che la strada è giusta. Perché l’obiettivo è dotare Milano di una struttura unica in Europa», conclude Schiavolin.