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Sisfahan (J. Mitchell) sigla il Premio Jockey Club Trofeo Pio Bruni sfuggendo a Best of Lips (Foto Dena - Snaitech)
All’Ippodromo Snai San Siro in 3000 per la giornata dedicata al divertimento dei bambini. In pista è spettacolo: trionfa Sisfahan nel GP Jockey Club e Bounce The Blues nel Di Capua
16 Ottobre 2022

È stata una domenica pomeriggio da incorniciare all’Ippodromo Snai San Siro di Milano con una giornata dedicata ai bambini e alle famiglie che ha riscosso molto successo. E non è mancata la passione a bordo pista con un super programma di corse che ha visto, nelle sette prove, il clou nel Gran Premio Jockey Club – S.I.R.E. – Trofeo Pio Bruni e nel Premio Vittorio Di Capua. Ben 3000 presenze in cui i piccoli visitatori, con i loro genitori, hanno invaso le diverse aree ludiche e creative per giocare con l’animazione, creare le zucche di Halloween e costruire gli aquiloni, montare i ponies ed assistere agli spettacoli nell’area kids a loro riservata. E anche partecipando al tour #scoprisansiro in cui, in autonomia e grazie all’ausilio di totem descrittivi, è stato possibile visitare il parco botanico, l’area in cui sorge la statua del Cavallo di Leonardo, e poi la Palazzina del Peso e la facciata dell’ippodromo in perfetto stile liberty anni 20 del Novecento.

Ma anche in pista le emozioni e lo spettacolo non sono mancati nella riunione più importante della stagione di galoppo sul circuito milanese. Occhi puntati sulla 5^ corsa, ovvero sul Gran Premio Jockey Club – S.I.R.E. – Trofeo Pio Bruni, giunta alla 100^ edizione e con protagonisti illustri e, com’era prevedibile, anche il predominio degli ospiti stranieri. Va detto che quest’anno più che in altre circostanze la presenza degli invaders è stata molto qualificata: se certamente non è un fatto positivo per i proprietari italiani, segna comunque l’interesse delle grandi scuderie straniere e soprattutto serve a dare valore al rating delle corse italiane.

Chiuso il preambolo, andiamo alla cronaca: il Gran Premio Jockey Club, al di là del campo stringato e di un andamento tattico nella prima parte di gara, ha saputo regalare una retta d’arrivo spettacolare. I tre ospiti tedeschi si sono confermati ottimi soggetti come d’altronde evidenziavano i rispettivi curricula: basta dire che a vincere è stato Sisfahan, vincitore del Derby tedesco 2021, che dei tre teutonici era il meno atteso solo per l’ultima sbiadita prestazione nel Preis Von Europa. A San Siro il cavallo di Hans Grewe si è prontamente riscattato: Jack Mitchell lo ha sistemato nella scia di Assistent, che con Frankie Dettori in sella ha provato a impostare una falsa andatura, mentre è toccato a Best of Lips provare a ravvivare l’andatura andando sul battistrada in curva: la bagarre vera però si è accesa solo nei 500 finali, con l’allungo di Assistent al quale hanno risposto i due rivali: Sisfahan si è materializzato all’interno ai 200 finali, è passato in leggero vantaggio sul calo del battistrada e sul palo si è salvato dall’ultimo “tuffo” di Best of Lips conservando un distacco minimo e regalando l’ennesimo successo italiano alla Darius Racing. Ad aggiungere ulteriore pathos alla vicenda c’è stata la prestazione super del nostro Flag’s Up, capace di restare incollato ai tre quotatissimi ospiti nella volatona finale: per un attimo, il portacolori di Roberto Saggini ha pure illuso di poter realizzare il colpaccio, poi non ha saputo insistere ma ha comunque concluso quarto a ridosso, al termine di una prova dignitosissima, sicuramente tra le migliori mai fornite in carriera.   È mancato, invece, Masterwin calato quando la corsa si è incendiata.

Se il Jockey Club ha preso la via della Germania, il Premio Vittorio Di Capua ha parlato inglese con il successo dell’unica femmina al via, Bounce The Blues, L’allieva di Andrew Balding si presentava con un biglietto da visita importante, la vittoria in Gruppo III a Doncaster, e che avesse rinunciato all’impegno sicuramente più agevole nel Cumani per sfidare i maschi in questo Gruppo 2 era sicuramente un ulteriore indizio da tenere presente. La portacolori della signora Barbara Keller in corsa è stata montata alla perfezione da David Probert, che ha anticipato le mosse di Rubaiyat nello scatto ai 300 finali e ha controllato sino in fondo il rivale. Il tedesco ci ha provato: dopo il terzo posto nel 2020 e la vittoria nell’edizione romana dello scorso anno, gli mancava questo gradino del podio. Sean ha fatto un figurone provando a tener testa ai due rivali nello scatto ai 300 finali e ha chiuso terzo. Cima Emergency ha corso in prima linea sin dal via, è stato il primo a passare sul labile battistrada Aggenstein ma non ha saputo cambiare passo nei 400 finali, come pure Cantocorale e l’altro tedesco best Lightning.

Successo inglese anche nel Premio Elena e Sergio Cumani, il Gruppo III sui 1600 metri che l’ospite Random Harvest ha dominato da cima a fondo: la cavalla di Ed Walker è andata in testa, nessuna delle rivali ha avuto l’ardire di andarla a stuzzicare e così ne è uscita una prova esasperatamente tattica, accesasi solo nei 300 finali, quando con in sella Saffie Osborne, la portacolori di Lady Bamford ha allungato in progressione non permettendo alle coetanee di minacciarla. Ci ha provato Telepatic Glances, sbucando all’interno, ma poi la figlia di Pride of Dubai si è dovuta adeguare al secondo posto, avvicinata nei metri finali da Gregarina che si è ingambata tardi, mentre Deadline è rimasta un po’ lì nei 250 finali.

Di marca tedesca anche l’apertura di giornata con il Premio Campobello, la Listed sui 1800 metri in pista media per la generazione più giovane con il successo di Winning Spirit: l’allievo di Peter Schiergen con Rene Piechuleck in sella seguiva in coda, muoveva deciso all’ingresso in dirittura, aggrediva il battistrada Alf Moon e lo sopravanzava nell’ultimo furlong, al termine di una progressione corposa. Il portacolori della scuderia Milano correva coraggiosamente al comando, Amabile non riusciva ad arginare la progressione del vincitore e chiudeva terzo a qualche lunghezza dai primi due.

San Siro si conferma terra di conquista per Jarif: se il successo nella Milano UAE President Cup del 30 giugno era arrivato solo a tavolino dopo la retrocessione di Amwaj Al Khalediah, nel Milano Jockey Club Psa, il Gruppo I per i purosangue arabi, l’allievo di Jean Francois Bernard con in sella Marco Monteriso ha sbaragliato la compagnia con un allungo imperioso ai 400 finali. A oltre cinque lunghezze Ayman ha concluso al secondo posto, ancora più staccato Mayar Al Khalediah, che aveva dettato il ritmo nella fase iniziale.

Gli unici successi di portacolori italiani arrivavano nelle due Listed per i velocisti. Nel Premio Eupili, la prova sui 1200 metri per la generazione più giovane, Just Do It (Razza Latina, E.C. Racing al training e Dario Di Tocco in sella) passava d’inerzia già ai 400 finali e poi piazzava un allungo imperioso con il quale staccava le rivali. La tedesca Zariza faticava un po’ a trovare la corsia giusta e chiudeva seconda su Royal Lea, nel vivo sin dal via, e sull’altra tedesca Look At Me. Nel Premio Omenoni, che ha chiuso la stupenda giornata di corse davanti ad un numeroso pubblico, ha visto un Django stratosferico che si ‘beveva’ i 1000 metri tutti d’un fiato sfuggendo chiaramente al finalone di Best Fying e a quello di Agiato, chiudendo così lo splendido pomeriggio milanese e regalando una bella soddisfazione al suo allenatore-proprietario Riccardo Bandini e al suo interprete Tore Basile.