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Wally (C. Demuro) precede Grocer Jack sul traguardo del Gran Premio di Milano 2021 (Foto Dena - Snaitech)
Gran Premio di Milano: Wally, semplicemente il più forte
27 Giugno 2021

Dopo il pomeriggio delle Oaks, l’ippodromo di San Siro proponeva per l’ultima domenica di giugno l’altra grande riunione di questa prima parte di stagione, quella imperniata sul Gran Premio Di Milano Gr. 2. Superfluo ricordare l’importanza di questa corsa per l’ippica italiana: basta scorrere l’albo d’oro, zeppo di campioni che hanno fatto la storia del nostro sport. E anche in questa nuova veste, accorciato ai 2000 metri, il Gran Premio Di Milano mantiene intatto tutto il suo fascino, per la città e per tutti gli appassionati italiani. Quella di domenica è stata un’edizione “vera” che in pista ha rispecchiato pienamente i valori dei suoi protagonisti. Ha vinto infatti il cavallo più forte e più titolato, Wally: già valido a 3 anni, il francese ha fatto un ulteriore progresso con il passaggio d’età vincendo un Gruppo 3 a Saint-Cloud e poi comportandosi benissimo nel Prix D’Ispahan Gr.2 dove è terminato quarto a ridosso di un cavallo del calibro di Skalleti. Il suo allenatore Jean-Claude Rouget lo considera un cavallo da prove di Gruppo 2 in Francia, con la prospettiva però di renderlo competitivo anche ai massimi livelli. Intanto lo standard attuale è bastato e avanzato al portacolori del signor Jean-Pierre Barjon per dettar legge a San Siro: Cristian Demuro lo ha tenuto coperto nelle retrovie in scia a Nubius fino ai 500 finali, poi il grigio ha mosso avvicinandosi ai primi per piazzare uno scatto che non ha lasciato scampo a Grocer Jack. Il vincitore dell’Ambrosiano un pò a sorpresa ha provato a correre da leader, ha imposto ritmo regolare e non ha mosso un ciglio quando Attimo Fuggente lo ha affiancato all’interno in retta: Marco Casamento sapeva che il rivale era alle sue spalle e ha atteso le mosse del francese per tentare l’allungo, ma contro la progressione di Wally c’è stato poco da fare, anche se il tedesco ha lottato come un leone ed è rimasto in quota. Attimo Fuggente non ha saputo replicare all’allungo dei due rivali ai 400 finali: nell’ultimo furlong sono poi emersi i limiti di tenuta del portacolori della Incolinx che, esausto, è stato rimontato da Thunderman, tornato sul passo, e anche dal redivivo Masterwin, autore di una prestazione finalmente confortante, mentre l’altro ospite Nubius si è spento a traguardo lontano.

Cristian Demuro è stato il grande protagonista del pomeriggio milanese firmando un triplo d’autore. Nel bottino di giornata il nostro top jockey ha messo anche il Premio Del Giubileo, il Gruppo 3 sui 2000 metri in pista grande per le femmine anziane con un’altra allieva di Rouget, American Bridge. Un pò snobbata nei pronostici della vigilia forse a causa di una prova di rientro non esaltante, la francese è tornata ad esprimersi ai suoi massimi livelli e per le rivali non c’è stato scampo: la portacolori della White Birch Farm si è messa sulle gambe a centro pista ed è uscita alla grande alla distanza, sorvolando nei 150 finali la battistrada Stex e l’altra tedesca No Limit Credit che intanto avevano dato vita ad un bel testa a testa in dirittura, alla fine risolto per il secondo posto dall’allieva di Andreas Suborics su Stex che però ha combattuto sino in fondo correndo in progresso rispetto alle ultime sortite italiane. Daring Light ha chiuso quarta su Elisa Again, la prima delle nostre, stavolta però mai in corsa per la vittoria.

Ha destato quasi una sensazione di smarrimento la prestazione di Windstormblack nel Premio Primi Passi Gr.2. La vittoria del favorito era ampiamente nei preventivi dopo le due eclatanti vittorie romane, ma l’allungo con il quale ai 300 finali il cavallo di Sebastiano Guerrieri e Melania Cascione si è staccato dai rivali ha lasciato a occhi sgranati e bocca spalancata pubblico e addetti ai lavori per potenza e facilità di azione: Gabriele Cannarella (alla prima pattern della carriera) si è limitato a richiederlo a braccia nell’ultimo furlong ma più che altro per… far rombare il motore, perché gli avversari erano ormai lontani e strabattuti. Quale è la reale caratura del figlio di Brazen Beu, sarà forse il Papin (prossimo obiettivo annunciato e sicuramente legittimo, a questo punto) a svelarlo. E’ bene restare con i piedi per terra, soprattutto con i 2 anni, ma di puledri così se ne sono visti pochi in questi anni. La corsa degli “altri” è stata vinta da Baghed, che ha sopravanzato chiaramente The King’s Horses.

Ad aprire il grande pomeriggio era stata la tappa italiane della UAE President Cup, il Gruppo 2 per i purosangue arabo nel quale Hayyan si presentava nel ruolo di chiaro favorito vantando titoli nettamente superiori ai rivali di giornata. Ma forse anche per la scarsa andatura nella fase iniziale, il portacolori della Yas Horse Racing Management non è sembrato perfettamente a suo agio. Bravo è stato Ioritz Mendizabal a conquistarsi subito la posizione migliore possibile, schienato dietro Arion che era andato a scortare il battistrada Antares De Ma: la corsa si è accesa in retta, dove Arion ha aumentato il pressing passando in leggero vantaggio ai 400 finali, ma uno strepitoso Antares del Ma è stato capace di rientrare al rivale e tornare in vantaggio: a quel punto è entrato in azione il grande favorito, che ha pure deviato verso l’interno e nonostante qualche difesa di carattere alla fine ha fatto valere la maggiore classe. Solo una lunghezza però sul traguardo per una vittoria più sofferta del previsto, anche perché si è dovuto attendere l’esame della giuria, che ha poi lasciato invariato l’ordine di arrivo con Arion terzo su Ghurat Al Zaman.

Il primo successo del pomeriggio Demurino lo aveva ottenuto in sella a Fambrus nella Coppa D’Oro, la Listed sui 3000 metri. Secondo nell’edizione dello scorso anno, il portacolori di Stefano Botti si è imposto al termine di un duello a fruste alzate piegando di misura Northsea Star, con il quale era progredito da fondo gruppo a metà retta superando ai 200 finali il favorito Baptims, poco reattivo nonostante avesse gestito liberamente il ritmo. La proverbiale “cattiveria agonistica” di Cristian Demuro ha permesso al figlio di Oasis Dream di mettere il muso davanti al rivale. Più indietro Vernasca ha rimontato Baptism per il terzo posto: Presidential Sweet è rimasta un pò sul passo ai 400 finali, l’ospite Lord of The Alps si è eliminato scartando sulla prima curva quando era al comando.

Tradizionale prova di preparazione alle Oaks, per esigenze di calendario da quest’anno spostata dopo il “Derby rosa”, il Premio Baggio ha visto la vittoria di Zanfogna: la portacolori della scuderia del Giglio Sardo aveva dato del filo da torcere a Eulaila a Roma nel Mario Coccia, ma nell’Incisa non aveva reso secondo le attese. Oggi ha trovato uno svolgimento di corsa lineare, con la battistrada Ginger Breed che si è presto spenta in retta lasciando in lotta La Gualtiera e Burattina: sulle due, in testa a testa dai 300 finali, è però piombata la figlia di Footstepsinthesand che nei 100 finali ha saputo cambiare ulteriormente marcia ed è passata chiaramente. Perfetto Dario Vargiu in sella, ottima la 3 anni di Alduino Botti che forse sui terreni scorrevoli rende al meglio, mentre La Gualtiera alla fine è riuscita a respingere Burattina per il secondo posto. 

A chiudere il pomeriggio il Santiago Soto Sprint, la tradizionale volata intitolata al grande jockey sui 1200 metri, abbinata alla scommessa Tris/Quarte’/Quinte’. Confermando il già valido rientro, Travelling Well è riuscito a venire a capo dell’agguerrita opposizione: subito in prima linea ai lati di Secret Risk, ben dosato da Fabio Branca, il portacolori della Grizzetti Galoppo ha aumentato il pressing passando in leggero vantaggio ai 300 finali e ha poi saputo tenere botta sino in fondo sottraendosi all’agguato di Directory, mentre Secret Risk è rimasta in quota al terzo posto. Quarto a ridosso Ovvio su Storm Part, progredito lungo lo steccato.