Una giornata top da tutti i punti di vista quella di venerdì 1° maggio all’Ippodromo Snai San Siro. Sole, tanto pubblico (circa 2500 persone) e lo spettacolo delle corse al galoppo. Lo storico ippodromo di Milano ha ospitato una 27^ giornata stagionale impreziosita da due grandi classiche ereditate dal calendario di Roma-Capanelle: il Premio Parioli e il Premio Regina Elena. Entrambe istituite nel 1907 e di Gruppo 3 che vede in pista le sessioni maschile e femminile a confronto sui 1.600 metri, sono considerate fondamentali per la selezione dei migliori purosangue di 3 anni.
La pista ha parlato chiaro, e italiano, nel Premio Parioli con Grand Son of Dark semplicemente mostruoso! Non si guardino quelli dietro, non si guardino i numeri del rating, non si guardi nulla, si guardi solo la prestazione atletica di un cavallo che ha affrontato tutta la retta di Milano a petto in fuori da protagonista, allungando sempre e non dando mai la sensazione di poter calare di un centimetro, con buona pace del francese Zambesi che finiva bene dalle retrovie e dell’inglese Sunset On Leros, a sua volta protesa in un vano inseguimento. Vittoria netta e senza discussione, per un elemento che nel Premio Gardone aveva chiarito di essere in netta crescita rispetto a quel che di buono aveva già fatto vedere; dopo un Parioli vinto così a questo punto per il figlio di Dark Angel e Chica Bonita è auspicabile il tentativo nel Derby per il cavallo della giubba di casa Manservigi, allenato dalla Endo Botti Galoppo e con in sella Alessio Satta.
Il Premio Regina Elena, invece, è inglese con il successo di Just Call Me Angel, già vincitrice del Dormello. Allenata da Ed Dunlop e di proprietà e allevamento della Cayton Park Stud, non lasciava scampo a nessuno dopo una corsa tatticamente perfetta e vissuta a buon ritmo; ha fatto tutto bene, con grande sicurezza, tenendo con un pizzico di affanno il poderoso finale della connazionale Lizzana, mentre tutta per vie interne finiva la francese Al Rateel. Un pizzico di rammarico per Bright Filly, che si è dovuta scoprire troppo presto, proprio lei che ha i metri contati, scattando bene insieme alla vincitrice ma calando ai 100 scarsi finendo poi quarta.
A margine delle due classiche un’altra prova importata dal palinsesto romano, la condizionata di classe 1 valida per il Premio Carlo Chiesa, in cui si sono confrontate le femmine di 3 anni ed oltre sui 1.200 metri. Risultato paradossalmente inatteso perché la terza vittoria in questa corsa per Talentuosa, la grande campionessa, non era troppo contemplata alla vigilia, e invece, eccola di nuovo al suo massimo potenziale dopo un paio di rodaggi così così, con lo stesso commento che si può applicare a Tamouth, coraggiosa runner-up, che si lasciava alle spalle il rientro opaco con una prestazione in linea con il suo valore.
I cavalli di 3 anni avevano a disposizione anche una maiden sui 2.200 metri che ricordava Barbara Iovenali, con un gruppo dai buoni valori regolato da Dear Enemy, che manteneva le promesse del suo esordio facendo un bel passo avanti dopo un percorso perfetto nella scia del favorito Favonio, che gli consentiva di allungare senza problemi di traffico, tenendo poi botta sul tentativo in extremis di Calico Rock.
Nella giornata ‘capitolina’ trovavano spazio le due classiche prove per i debuttanti di 2 anni divisi per sesso sulla distanza minima: nel Toulouse Lautrec per i maschi andava a segno Sir Pembroke, che dopo aver lasciato sfogare gli altri due in una prima frazione particolarmente violenta, si faceva ben notare con una progressione finale molto incisiva che gli permetteva di volare via facile nel tratto finale.
Campo più folto tra le femmine del Marguerite Vernaut e lotta più serrata, anche se Battito riusciva a prevalere con la giusta sicurezza al largo di tutti, giocandosela nelle ultime battute con Terrindia, mentre Lady Maryssa e Your Life finivano a stretto contatto; tutte ancora verdi, come logico che fosse, e pertanto con margini su cui lavorare.
E poi tre handicap molto combattuti chiudevano il pomeriggio: in quello di classe 3 sui 1.500 metri sponsorizzato dall’Orologeria Verga 1947 di Milano in cui la spuntava Wonderful Fighter, che coronava il suo percorso d’avanguardia salvandosi dal ritorno dei cattivi Charlie’s Jamboree, Spartano, Kammeel e Gridodiliberta, tutti vicinissimi.
Nel sempre attesissimo Santiago Soto Sprint per i cavalli velocisti buoni di classe 3 non tradiva le attese l’eroico Ghepardo Da Todi, che dopo due super valide piazze d’onore, centrava un meritatissimo successo allungando di scatto al largo di tutti, da favorito ed osannato dalla folla di San Siro. Infine, nella terza Eliminatoria del San Siro Sprint sulla distanza minima colpiva ancora Neo Soul, che concedeva il bis respingendo in un vibrante testa a testa Billy The Deep.
Domani, sabato 2, sempre sulla stessa pista di Milano sono in programma il Premio Emanuele Filiberto e l’Handicap di Primavera, mentre domenica 10 è la volta del Premio Ambrosiano e del Paolo Mezzanotte. Dopo la riunione di mercoledì 13, l’Ippodromo Snai San Siro ospita sabato 16 il Premio Bereguardo, il Premio Mario Incisa della Rocchetta e il Premio Tadolina sempre ereditato dalla capitale. Nella seconda parte del mese sono in calendario gli infrasettimanali di mercoledì 20 e 27, con di mezzo, domenica 24, il Premio Nogara e il Premio Criterium di Roma. Chiude maggio la riunione di sabato 30 con in evidenza il Premio Myristol con il Premio Equality, il Premio Karla Willer e il Premio Loas Cardos.
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IPPODROMO SNAI SAN SIRO – CALENDARIO GALOPPO MAGGIO 2026